Viterbo sarà il terzo scalo del Lazio
Novembre 27th, 2007 | per europelowcost |Le voci erano già nell’aria ma l’ufficialità è arrivata ieri con l’annuncio del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi: il terzo scalo aeroportuale del Lazio si fa a Viterbo.
Nessun santo in paradiso (vedi il ministro dell’Istruzione Fioroni e il tesoriere degli ex ds Sposetti) ma una sola certezza: la Commissione, formata da rappresentanti dei ministeri dei Trasporti e della Difesa, di Enac e Enav, ha promosso con un «ottimo» il capoluogo della Tuscia che alleggerirà il traffico low cost su Ciampino.
Un’urgenza, per il presidente Marrazzo visto che i circa 100 mila cittadini di Ciampino da mesi chiedono il decongestionamento del loro aeroporto che in dieci anni ha avuto un aumento del 500% del flusso passeggeri.
L’aeroporto etrusco insieme a Fiumicino e Ciampino quindi affronterà l’incremento di flussi di traffico sul sistema aeroportuale laziale che, al 2020, arriverà a 56 milioni di passeggeri. E tenuto conto che l’hub di Fiumicino dovrà sostenere un flusso di 46 milioni di passeggeri e che a Ciampino sarà posta una soglia di 3 milioni, il nuovo scalo viterbese low cost dovrà fronteggiare un traffico tra i 6 e gli 8 milioni di passeggeri. Quanto alle resistenze di Ryanair a lasciare Ciampino, Bianchi e Marrazzo hanno sottolineato che non si lasceranno «condizionare da una compagnia». Quattro i requisiti che hanno dato a Viterbo il giudizio migliore: compatibilità aeroportuale, aerea, territoriale, economico-funzionale.
Carenti le infrastrutture ma il sindaco Gabbianelli è già pronto a chiedere fondi per strade e ferrovia. Nella scelta è risultata determinante per Viterbo l’assenza di scali civili concorrenziali nel raggio di 100-150 chilometri ma anche la possibilità di risparmio di carburante che avranno le compagnie perché lo scalo si trova più a nord e accorcia il passaggio su Roma.
Scarse certezze su costi, tempi di realizzazione e su chi realizzerà e gestirà il nuovo scalo.
Tutto sarà chiarito nella Conferenza dei Servizi fermo restando che alla struttura non arriveranno fondi pubblici e che i tempi di realizzazione non saranno inferiori a 3-4 anni. Precisa il presidente Enac Vito Riggio: «Non stiamo parlando di un nuovo aeroporto ma semplicemente di trasferire in una nuova struttura i diritti relativi a Ciampino, impianto destinato alla chiusura. I diritti sono di Aeroporti di Roma che si farà carico delle spese».
Grande delusione per Latina, governata dal centrodestra, con un aeroporto che ha già fatto un volo «zero» e collegamenti ferroviari e stradali, è stata esclusa soprattutto per la presenza dei militari. Frosinone, invece, che non ha nemmeno un eliporto, ha ricevuto il «contentino» dal presidente Marrazzo che ha «accettato» la scelta del governo: «Viterbo è la più grande delle scommesse di sviluppo per tutto un territorio, ma penso a Frosinone come aeroporto di interesse regionale».
E come ha detto Riggio «Frosinone può fare ciò che vuole con i soldi dei privati. Poi sarà il mercato a decidere chi merita di svilupparsi e chi deve chiudere». La battaglia continua. Fonte: Il Tempo